San Biagio della Cima

Disposto lungo il crinale che scende dal monte Santa Croce, la «cima» dalla precipite parete di arenaria che lo domina a ponente, affacciato sul torrente Verbone (o Crosia, da crösa, incavato), questo antico borgo sorse sulle rovine dell’antica Villa Martis di epoca romana, all’incrocio delle diverse strade mulattiere di collegamento della zona.
Circondato da estese e profumate coltivazioni di rose, vigne di Rossese di Dolceacqua Doc e Massarda (da cui si ricava un raro bianco) e uliveti, l’abitato si accentra nella piazza principale, su cui prospetta la parrocchiale dei Santi Sebastiano e Fabiano, edificata sulle rovine di un oratorio del 1454 e rifatta in forme barocche e a pianta ellittica nel 1777. Vi è un’altra chiesa, risalente al 1260, dedicata a S. Biagio. I carugi del centro, di squisito aspetto medievale, sono abbelliti da recenti murales. Qui nacque e visse lo scrittore Francesco Biamonti (1933-2001).
Si festeggiano San Sebastiano (20 gennaio), San Biagio (3 febbraio) e San Sinforiano (22 agosto); in maggio, bellissima esposizione di rose in vaso.